Matu, the movie

Posted on aprile 1st, 2009 at 5:33 pm by


Progetto commissionato all’agenzia Càctus dalla storica ong Cosv.
Camilla Ronzullo di Bastian Contrari
ha partecipato nella stesura del soggetto
e nella creazione dei contenuti.

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SINOSSI

Matu è un ragazzino kenyota con il rap nel sangue. Le sue canzoni raccontano episodi di vita vissuta: i desideri del suo popolo e i sogni di bambini come lui. Sta cantando una di queste storie, pochi minuti prima che tutto abbia inizio: le sue rime invocano la venuta di un uomo bianco finalmente libero dalle regole occidentali, intenzionato a farsi guidare dalla saggezza atavica del Continente Nero.
Davide (Mr David) è invece un 40enne italiano che fa il rappresentante di tè. Portando con sé tutti gli stereotipi dell’europeo stressato, poco avvezzo agli imprevisti e in perenne corsa, Davide si trova in Africa per le sue piantagioni.
Durante un viaggio notturno piuttosto rocambolesco, l’auto su cui Davide viaggia si ferma improvvisamente per un guasto, costringendo il suo driver, un giovane del posto chiamato Gatama, ad incamminarsi da solo nelle tenebre in cerca di aiuto.

Davide resta solo, impaurito dall’oscurità e dai pericoli che vi si celano; pian piano però la stanchezza prende il sopravvento e si addormenta.
La mattina successiva, nel risvegliarsi, Davide si ritrova con l’unica compagnia di una mucca solitaria e, dopo una prima fase di sconcerto, decide di muoversi alla ricerca di Gatama, raggiungendo il bar di un villaggio sconosciuto dove si ferma per riprendersi dal grande caldo e dalla spossatezza.
È in questo frangente che Davide incontra Matu, giunto nel bar per il suo consueto giro di consegne del latte nel paese. Tra i due inizia un dialogo serrato con Matu che obbliga l’uomo a seguirlo per farsi raccontare la «più grande storia mai narrata» che Davide si vanta tanto di conoscere.

Di fronte a un gruppo di bambini entusiasti ed attenti, Davide inizia a raccontare la storia di una Regina e dei suoi due figli: il neonato, vittima di un sortilegio, rischia di contrarre la stessa malattia di cui soffre la madre; per scongiurare l’imminente tragedia, il primogenito decide di intraprendere un viaggio alla ricerca di una pozione magica che lo salvi. Il bambino tornerà dall’epico viaggio con una mucca magica il cui latte permetterà alla Regina di far crescere sano il suo secondogenito. La realtà talvolta è più magica di una fiaba e così si scopre che quella raccontata da Mr David è la vera storia di Matu, nato da madre sieropositiva, ma cresciuto sano grazie al latte di una mucca.

Al termine del racconto arriva finalmente Gatama con l’auto riparata. Mr David e Matu si sistemano sul retro del pick-up, consci che il loro incontro li abbia cambiati per sempre.

IL FILM, RACCONTATO DA CACTUS

MATU è il risultato della collaborazione tra casa di produzione Càctus e il COSV (Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario), una ong con all’attivo 40 anni di solidarietà sociale in aree geografiche difficili dell’Africa, America Latina, Asia, Medio Oriente ed Europa.

Il cortometraggio si è attestato sui toni della commedia già dalle prime fasi della sua creazione: con il COSV abbiamo infatti deciso di non indugiare sull’evidente drammaticità del virus, o sull’indigenza dei malati, preferendo valorizzare la bellezza e la gioia di un progetto finalizzato a strappare molti bambini ad un destino avverso già dalle primissime ore della loro esistenza.

Come si possono descrivere la felicità e la speranza di un bambino, se non raccontando la sua possibilità di custodire un sogno, magari improbabile o complesso, ma destinato a regalargli la prospettiva di un futuro?
La prima cosa che un occidentale pensa circa i sogni di un bambino è che essi appartengano a tutti, senza distinzioni geografiche o di ceto. Confrontandosi con le realtà più difficili di molta parte di mondo, invece, ci siamo resi conto che sognare è un lusso per pochi.

Da subito è stato chiaro che il protagonista del nostro film, Matu, avrebbe avuto la possibilità di crescere forte e sano, portando con sé i propri progetti riguardanti il futuro e le leggendarie imprese che l’avrebbero costellato: era attraverso l’ingenuo incantamento per la vita che volevamo raccontare il grande risultato del COSV.
Il nostro Matu avrebbe avuto la fortuna di cullare un sogno di gloria: diventare un rapper famoso in tutto il mondo. Abbiamo pensato poi di affiancargli il nostro punto di vista, quello dell’Uomo occidentale, impersonato da un uomo d’affari sulla cinquantina, Davide (Mr. David), che arriva in Africa convinto di conoscerla per come gli è stata descritta, per i cliché che malgrado tutto abitano molte delle nostre convinzioni.

L’incontro è detonante. Sembra che i due, senza essersi mai visti prima, conoscano l’uno dell’altro molto più di quanto sia possibile: Matu evoca la venuta di Davide e le sue disavventure in terra africana; Davide, dal canto suo, racconterà la storia della crescita di Matu, resa possibile attraverso il programma di sostegno alla sua famiglia da parte del Cosv.
I due universi paralleli non tardano a confondersi e a contaminarsi attraverso la capacità di raccontarsi e soprattutto di ascoltare. La barriera della realtà viene scalfita per diventare racconto onirico, misterico, quasi un rito d’iniziazione di uno alle cose dell’altro, una fiaba dell’incontro.

In tutto questo la mucca e il latte, essenziali simboli del progetto, sono contornati da un’aura salvifica, caratterizzati da un magico tempismo che li fa essere nel luogo e nel momento giusto, pronti a veicolare i punti di svolta della trama.

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Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare una nuova sfida del COSV nel distretto di Murang′a, località nei pressi del Monte Kenya, a due ore di auto da Nairobi. Realizzato con la collaborazione della controparte locale SLICO, esso si è posto come obiettivo principale quello di ridurre il rischio di trasmissione dell′HIV e di migliorare le condizioni di vita delle famiglie colpite dalla malattia; il programma di prevenzione si concentra sui bisogni reali e sull’urgenza di un cambiamento dei comportamenti.

Ad ogni donna incinta sieropositiva di Murang’a il Cosv ha regalato una mucca utile a fornire latte per svezzare il nascituro.
Questa semplice azione ha evitato il passaggio del virus da madre al figlio, e, non da ultimo, ha consentito di vendere il latte in eccesso facendolo diventare una piccola e costante fonte di reddito per la famiglia: le destinatarie del progetto, infatti, sono quasi esclusivamente donne sole (spesso abbandonate dal marito dopo aver contratto il virus) e con gravi problemi economici.

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