Overwriting New York, Luca Mariani

Posted on aprile 14th, 2010 at 8:00 pm by BastianContrari


Overwriting New York, Luca Mariani

OVERWRITING NEW YORK
mostra fotografica
di LUCA MARIANI

OVERWRITING NEW YORK nasce a New York e racconta di un viaggio fluttuante e sospeso tra i luoghi e i volti di una città tra le più colorate e sorprendenti del mondo.

Molto prima di essere reportage di viaggio, OVERWRITING NEW YORK è pura geografia mentale che svela il perché di ogni scatto attraverso le indicazioni del suo autore. Si tratta di un viaggio di secondo grado etereo e intimo, dove tutto quello che accade è filtrato e reinterpretato dai pensieri e dalle sensazioni che hanno caratterizzato lo scatto, la scelta del punto di vista, la selezione del soggetto.

Ogni fotografia si offre come base fertile per annotazioni distratte e piccoli disegni dell’inconscio; ogni scatto diventa la spiegazione di cosa si celi dietro l’angolo e il taccuino di immagini impresse, di tratti e segni, talora infantili e decontestualizzati, che cesellano, correggono, confermano.

OVERWRITING NEW YORK è un viaggio senza confini che unisce il ricordo delle Torri Gemelle a Milano e ai suoi luoghi simbolo (Duomo, Pirellone, Torre Velasca). La città meneghina viene citata nel leggendario skyline della Grande Mela o tra le sue nebbie improvvise, che ricordano tanto la Nebbia in Valpadana di Cochi e Renato. Talvolta però questi omaggi non sono scevri da una punta di amarezza per le mancanze e il provincialismo della città lombarda.

Un tributo personale ai viaggiatori dello sguardo e a tutti coloro che nel viaggio vedono l’occasione per allontanarsi da sé per ritrovarsi.

Luca Mariani

Nasce a Desio nel 1977. La sua formazione informatica non gli impedisce di avvicinarsi al mondo dell’Arte: a 16 anni frequenta abusivamente il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera tenuto dai pittori Gottardo Ortelli e Davide Benati.

Prima dell’incontro con la macchina da presa frequenta la Scuola per Arredatori d’Interni all’Istituto Europeo di Design. Si trova presto a collaborare come fotoreporter freelance nel settore del turismo per le maggiori testate del settore. Nel 2002 l’Ufficio del Turismo israeliano l’ha chiamato per documentare il deserto del Negev, la Dolphin Reef e le Miniere di Re Salomone per una pubblicazione sulle mete mediorientali. Ha lavorato poi in Francia – e in particolare in Camargue dove ha documentato per quattro anni consecutivi i festeggiamenti per la nera patrona dei Rom e dei Sinti – in Spagna, Slovenia, Germania, e Brasile, confermando la sua anima da globetrotter in perenne ricerca.
Come una naturale prosecuzione del suo percorso creativo, il reportage di viaggio ha lasciato il posto alla fotografia artistica, ambito nel quale si sono registrate mostre variegate e destabilizzanti (tra cui: Indole gitana, TITOLO e Riti Voocii, poi pubblicata su Victim, in cui ha selezionato il wc di casa sua come insolita location). Ha inoltre pubblicato un reportage sul fenomeno dark e uno dal vago sapore bohemien sulla città di Milano, convogliato poi in un libro della Provincia.

Il 2002 ha visto venire alla luce l’agenzia di ricerca e sviluppo media mariluca medialab seguita da La fabbrica di mercurio, una onlus creata con l’intento di documentare e diffondere la cultura del territorio. Entrambe le esperienze sono state la base fertile per la nascita dell’attuale realtà visual-creativa chiamata Càctus, di cui è regista e direttore creativo.

Un altro passo fondamentale verso la regia è stato l’incontro con Cristina Nuñez: in occasione di un workshop di SelfPortraits diretto dall’artista spagnola, si è accorto che l’urgenza di raccontare vissuti attraverso volti ed espressioni è sempre stata connaturata al suo stile, sin dagli esordi erranti.

Nel 2001 inizia a realizzare cortometraggi e documentari. Il primo approccio al mondo del video è ancora una volta legato al settore del turismo, con la realizzazione di documentari legati al territorio commissionati dalle maggiori istituzioni sul territorio.

Vince il Bellaria Film Festival, nella sezione 150” con 7 blues, si mette alla prova con video musicali ed esperienze di video danza e video-arte (alcune delle quali create come ambientazione per la settimana della moda milanese).

Nel 2008 gira a Murang’a, distretto a due ore da Nairobi (Kenya), Matu, cortometraggio commissionatogli dalla storica ong Cosv, in collaborazione con la Regione Lombardia. Matu è la storia di un bambino a cui è stata data la possibilità di avere un sogno: diventare il più grande rapper del mondo.
Vive tra Milano e Barcellona, nella piena convinzione di essere bello in modo assurdo. Sa che l’autoironia è la sua migliore arma di difesa, adora il caffè e l’odore dell’asfalto appena dopo la pioggia. Da tempo compila una cartella nominata “Idee per cambiare il mondo”: viene costantemente aggiornata con l’intenzione di riuscire ad esaudire almeno una delle sue tante voci… anche se poi la sola tensione verso i sogni è da sempre stato il modo migliore per realizzare progetti inaspettati e decisivi.

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