«La gente è il più grande spettacolo del mondo.
E non si paga il biglietto»Charles Bukowski
MONDO
per il nuovo video di Cesare Cremonini
una grande performance “analogica” d’insieme
E’ in rotazione da lunedì scorso, in tutte le principali emittenti televisive musicali, il nuovo video di Mondo, primo singolo di “1999-2010 THE GREATEST HITS”, la raccolta dei brani più famosi di Cesare Cremonini (uscita lo scorso 25 maggio), e realizzato da Luca Mariani con la tecnica del PiP Motion.
Il video vede la presenza di Jovanotti e dj Ralf.
Mondo è stato realizzato attraverso il PiP Motion (Picture in Picture Motion), ideato e sperimentato da Luca Mariani in occasione del video.
La proposta di svilupparlo attraverso questa particolare tecnica è nata grazie al lungo apprendistato fotografico del regista, da tempo alla ricerca di volti che fossero portatori di storie. Partendo dalla convinzione bukowskiana che la gente sia il più grande spettacolo del mondo, si è deciso di mettere in scena i volti e vissuti legati alla vita personale e professionale di Cesare.
IL PIP MOTION (Picture in Picture Motion) – Questa tecnica consiste nel realizzare filmati che prevedono la messa in sequenza di fotografie (tecnica Stop-motion) di un numero variabile di persone che tengono tra le mani un fotogramma di un filmato precedentemente realizzato (Picture in Picture).
Per quattro giorni, in una location di Bologna (e in altre due occasioni a Milano), è stato chiesto ad un centinaio di persone (tutti volti legati alla vita di Cesare) di partecipare ad un set fotografico, nel quale sono state ritratte in situazioni differenti, colorate e oniriche. Il fascino dell’impresa è legato al suo meccanismo realizzativo: con i suoi quasi 7000 scatti (25 foto al secondo), il video ha registrato volti differenti: anziani, bambini, coppie, persone di varie etnie, personaggi con travestimenti buffi, amici, familiari e collaboratori.
Il risultato è quello di un video nel video, nel quale la canzone viene “sorretta” da mani sempre diverse, capaci di creare un’ideale cornice al suo ultimo lavoro musicale. Un caleidoscopio di volti e colori, grandi numeri e fasi realizzative “artigianali”, in un momento di supremazia delle nuove tecnologie, per un lavoro che si attesta come una grande performance “analogica” d’insieme. Il video è infatti testimonianza di una partecipazione corale e performativa, il perfetto incrocio di diversi vissuti fermato in immagine.
Nel video compaiono gli amici di Cesare e le figure più vicine al suo quotidiano, Nicola “Ballo” Balestri, lo storico produttore Walter Mameli, Jovanotti e dj Ralf.
Il team di lavoro ha visto la presenza di Luca Mariani (regia), Davide Riva (assistente alla regia), Francesco Prandoni (fotografo), Camilla Ronzullo (produzione/comunicazione).
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LUCA MARIANI
Nasce nel 1977. La sua formazione informatica non gli impedisce di avvicinarsi al mondo dell’Arte: a 16 anni frequenta il Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera tenuto dai pittori Gottardo Ortelli e Davide Benati.
Prima dell’incontro con la macchina da presa ci sono stati numerosi passaggi intermedi tra cui la scuola per Arredatori d’Interni all’Istituto Europeo di Design per la quale ha presentato un progetti di tesi sull’abitare dentro l’arte, declinato sull’opera SZ1 di Alberto Burri.
L’incontro con la fotografia è avvenuto in modo del tutto naturale: nel giro di qualche mese si è trovato a collaborare come fotoreporter nel settore del turismo per le maggiori testate del settore. Nel 2002 l’Ufficio del Turismo israeliano lo chiama per documentare il deserto del Negev, la Dolphin Reef e le Miniere di Re Salomone per una pubblicazione sulle mete mediorientali. In seguito lavorerà in Spagna, Slovenia, Germania, Brasile e New York. Inoltre, lungo l’arco di quattro anni, documenta i festeggiamenti per la nera patrona dei Rom e dei Sinti in Camargue (Francia), diventati poi il soggetto di una mostra intitolata INDOLE GITANA.
Il reportage di viaggio ha lasciato il posto alla fotografia artistica, dando spazio alle esperienze più ardite, tra cui: TITOLO, la sua personale incursione nel misterioso mondo dell’inanimato; MICROCOSMO, la bizzarra scansione di insetti che unisce la competenza dell’entomologo alla sregolatezza dell’artista; e infine RITI VOOCII, pubblicata sul trimestrale Victim Magazine, che ha come insolita location il wc di casa sua. Ha inoltre pubblicato un reportage sul fenomeno dark e uno sulla città di Milano, convogliato poi in un libro della Provincia. È di questo periodo l’incontro con Cristina Nuñez: il workshop di SelfPortraits diretto dall’artista spagnola lo spingerà alla lavorazione (ancora in corso) del documentario sul fenomeno emo.
Un passo fondamentale verso la regia è stata la mostra DOPPIO SCATTO, una serie di storie raccontate in soli due scatti: in essa la passione per l’inquadratura e quella per il racconto si sono fatte impellenti, svegliando l’ambizione mai sedata al movimento.
Nel 2001 inizia a realizzare cortometraggi e documentari. Il primo approccio al mondo del video è ancora una volta legato al settore del turismo, con la realizzazione di documentari commissionati dalle maggiori istituzioni sul territorio.
Frequenta voracemente tutto ciò che concerne il cinema e la sua messa in scena e segue con passione diversi workshop, tra cui quello di regia cinematografica diretto da Giacomo Gatti, iniziando così a cimentarsi con il cinema di finzione.
Nel 2008, in Kenya, gira Matu, cortometraggio commissionatogli dalla ong Cosv, in collaborazione con la Regione Lombardia. Ha partecipato inoltre al Piacenza Location Film Festival con il cortometraggio Nel cuore della notte, dedicato al tema della notte.
Vive tra Milano e Barcellona. Da tempo compila una cartella nominata “Idee per cambiare il mondo”: viene costantemente aggiornata con l’intenzione di riuscire ad esaudire almeno una delle sue tante voci… anche se poi la sola tensione verso i sogni è da sempre stato il modo migliore per realizzare progetti inaspettati e decisivi.












Posted on giugno 30th, 2010 at 2:17 pm by BastianContrari