Bastian Contrari è l’ufficio stampa dello spettacolo.

IO2 – spettacolo teatraleIO2 – spazio tertulliano
IO2
(Io o due)
atto unico di Sara Solbiati e Marta Osti

regia di Marta Osti e Fabio Zulli

 

15 – 16 APRILE 2013

SPAZIO TERTULLIANO
Milano

Ispirato a tre donne. O sei?

Durante le serate del 15 e 16 aprile, presso lo Spazio Tertulliano di Milano (via Tertulliano 69, Milano), verrà presentato IO2, atto unico di Sara Solbiati e Marta Osti.
Lo spettacolo, diretto dalla stessa Marta Osti con Fabio Zulli, mette in scena le storie di tre amiche legate dal caso – che forse non esiste – e da passioni forti: la voglia di cogliere e vivere attimi, interpretarli attraverso foto, parole, uomini. Un insieme di scelte e rivoluzioni capaci di cambiare la consapevolezza di sé, nel pieno delle confidenze di una o di tante sere.

Tre donne (o forse sei) alle prese con una realtà che corre veloce e fa da specchio a ciò che, forse, non vorrebbero vedere. Tre esistenze votate a un semplice e innegabile dato di fatto: la felicità è una scelta quotidiana, che non si prova in assenza di problemi ma nonostante i problemi, perché senza crisi non ci sono sfide.

Tre strade e sei corsie si incrociano per una storia d’oggi, talmente oggi che accade ora.

 

 

IO2
atto unico

con Giulia D’Imperio, Francesca Gemma e Adalgisa Vavassori

regia Marta Osti e Fabio Zulli
luci Anna Merlo
styling Fabio D’Onofrio

grafica Andrea De Andrea | CromaZoo

date e orari: lunedì 15 e martedì 16 aprile, ore 21.00 – 10 €
durata dello spettacolo: 90’

 

Spazio Tertulliano
Via Tertulliano 69, 20123

mezzi pubblici: MM3 Lodi / Bus 90 – 91 (fermata Salgari), 93 – 84 (fermata V.le Puglie) / Tram 16 (fermata Piazza Salgari)
info: www.spaziotertulliano.it
prenotazioni biglietti: io2spettacolo@gmail.com

 

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NOTE SULLO SPETTACOLO

Nelle nostre modalità di relazionarci e di percepirci sembra comparire un crescente e vorace bisogno di contatto. L’attuale logica consumistica rischia di creare dipendenze anziché soddisfazione, appiattimento del desiderio anziché passione. Ma, assuefatti come siamo, tendiamo a non accorgercene, mentre un vortice di domande continua a interrogarci: cosa significa il muoversi veramente e cosa lo star fermi? Quale il senso dell’essere capaci o incapaci? E dell’essere abili o disabili?

Il pericolo è dietro l’angolo: maggiore libertà si ha e minore è il valore che le si attribuisce. Più contatti si cercano e meno contatto si trova, soprattutto con se stessi. Nelle scelte lavorative, in quelle sessuali e amicali: più possibilità ci sono e meno voglie si ascoltano, più si sa e meno si gode, dimenticando ciò che sta nelle viscere, non nella testa (Pinkola Estès C., 1992).

Questa visione, tratta dal libro “Donne che corrono coi lupi”, è il filo rosso che si snoda lungo l’intero spettacolo, che desidera raccontare storie di donne e la complessità del loro mondo, un universo abitato da emozioni, equilibri e contraddizioni. Questo binomio è l’anima delle protagoniste, profondamente diverse e lontane nella forma, ma così simili e vicine nell’essenza, nelle crisi e nei desideri.

Tre donne, sei immagini che, come fotografie, hanno la capacità di catturare l’imprevisto, il fortuito e l’imperfetto. Tre donne portavoce di diverse realtà – la voracità, la femminilità, il coraggio – accomunate dalla paura di soffrire e dal bisogno di squarciare gli orizzonti ovvi.

Con IO2, ci interessa evidenziare quanto ogni bivio possa creare una crepa tra ciò che si fa e ciò che si vorrebbe realmente, ciò che si mostra di sé e ciò che si sente.
C’è chi si maschera per convincersi di “essere giusto” e chi si smaschera per non mentirsi più. C’è chi vince e chi perde. E c’è chi, superando la crisi, supera se stesso senza essere superato. Ma chi è vincente e chi perdente? Si può essere soltanto uno dei due o lo si può essere contemporaneamente? Forse, il confine è talmente sottile da non essere visto, ma lo si può riconoscere, perché l’essenziale è invisibile agli occhi. (Saint-Exupéry, 1943)

IO2 (IO O DUE) nasce dalla convinzione che, in un mondo di bivi continui e sempre meno evidenti, sia necessario coraggio per scegliere con libertà, il coraggio di distinguere ciò che si finge da ciò che è reale. (Lowen, 1965).

IO2: 15/16 aprile 2013 – Spazio Tertulliano

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